Porcellana Capodimonte in Biscuit. Venere e Adone by Maggioni. Raro anni 80

3.500,00

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Descrizione

Splendida Creazione del Maestro Maggioni RARA ANNI 80

Rimarrete estasiati nel vedere da vicino questo realistico e imponente capolavoro in porcellana bianca.

Venere e Adone 

Vi presentiamo una splendida scultura del Maestro Maggioni. Un classico imperdibile Venere e Adone realizzato in purissima porcellana BISCUIT (porcellana Bianca ). (ATTENZIONE NO MARMO). Una creazione unica, un pezzo favoloso di un realismo sorprendente, osservate l’armonia del movimento, l’eleganza delle forme, la grazia e dolcezza di Venere, oppure il perfetto corpo del possente Adone. Un capolavoro fedele in ogni suo piccolo particolare all’originale del CANOVA.(Nota bene il cane è sul retro della scultura.

MISURE : Altezza Cm.55, Base Cm.26.

 

IL PEZZO SARA’ IMBALLATO IN MANIERA PROFESSIONALE E SICURA

 

Informazioni Generali

L’0riginale : Titolo dell’opera: Venere e Adone

Autore: Antonio Canova (1757-1822)

Datazione: 1794

Collocazione: Ginevra, Villa Lagrange

Committenza: marchese di Salsa Berio di Napoli

Tipologia: scultura

Soggetto principale: Adone si congeda da Venere

Personaggi: Venere, Adone, cane

Annotazioni redazionali: Eseguito su commissione del marchese di Salsa Berio di Napoli, il gruppo statuario di Venere e Adone fu realizzato da Canova tra il 1789 e il 1794. Il marchese fece costruire per accoglierla un tempietto nel giardino del suo palazzo a Napoli. Alla morte del marchese, avvenuta nel 1820, fu acquistato all’asta dal colonnello Fabre su consiglio dell’autore stesso, che volle poi apportare delle modifiche al panneggio senza chiedere alcuna ricompensa per un lavoro che lo impegnò un mese. L’opera ebbe un immediato successo, come scrive Canova stesso in una lettera a Falier. Molta gente accorse al tempietto per vederla e furono ad essa dedicate dissertazioni e componimenti d’occasione. La scultura rappresenta Adone che sta per congedarsi da Venere prima di partire per la caccia; la mano destra infatti stringe il dardo col quale affronterà il cinghiale ed egli è accompagnato dal suo cane. Canova aveva affrontato lo stesso tema alcuni anni prima, quando nel 1789 aveva realizzato l’Adone coronato da Venere (Possagno, gypsoteca). Questa volta però i due personaggi non sono disposti su due piani contrapposti, orizzontale e verticale, ma la composizione è piramidale. L’autore si rifà a numerosi modelli classici (ad esempio al Marte borghesiano, a Venere, Amore e Psiche dei Capitolini), ma a nessuno in particolare. L’accostamento delle due figure in piedi è realizzato con abilità, variando i ritmi e accordando i movimenti nella composizione. Adone è leggermente più alto, figura dominante cui si appoggia la dea come ad una colonna, accarezzandogli il viso. La testa piegata, la mano e le braccia di Venere legano i due nella parte superiore, mentre Adone ne cinge dolcemente il fianco. L’eroe ha una bellezza efebica che si addice al corpo da adolescente di Venere; nella parte posteriore prevalgono volumi rotondeggianti e risulta visibile il cane da caccia di Adone, che è nascosto sul davanti dalle figure, e che col suo pelo ruvido crea un contrasto netto con l’epidermide liscia dei due personaggi. Adone ha una espressione malinconica, come presago del suo triste destino, ma un po’ ritroso rispetto alla languida dea. Un particolare iconografico che si stacca dalla narrazione ovidiana del mito è il particolare del dardo che Adone stringe nella mano destra. Infatti nelle fonti classiche non è specificata l’arma con la quale l’eroe affronta il cinghiale, ma più spesso nei dipinti egli è raffigurato munito di lancia. Nelle opere di Giovanni de’ Bonsignori (Adofm10) e Giovanni Andrea dell’Anguillara (Adofr08), invece, è aggiunto questo particolare dell’arma, che risulta essere appunto un dardo.

 

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Informazioni aggiuntive

Condizioni Splendido e perfetto:

Collezione serie Elite

Firma Maggioni:

Raro anni 80

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